Il mondo sottosopra.

ATTENZIONE, ATTENZIONE POPOLO ITALIANO

da oggi potrete corrompere tutti i giudici che volete cosi da poter comprare case editrici e simili a prezzo di saldo, potrete anche corrompere persone incaricate di pubblico servizio per ottenere eventuali maggioranze in senato o farvi fare dei bei film su Barbarossa o che ne so, Pulcinella o, magari, sugli Etruschi.

2917d8abe648b595c7edf30da102a8b7.jpgMa attenzione non rubate una banana (soprattutto a Palermo!), una mela, non vi fate le canne e soprattutto non affittate, ripeto, non affittate camere o case ai migranti! Vi beccherete almeno tre anni di carcere!!!

Questo ed altro nel paese dove la Giustizia regna sovrana, la Republica Italiana delle Banane.

La giustizia non è solo una virtù personale, una qualità etica del singolo individuo. È anche un bene e valore sociale. Trasgredire, disattendere, disconoscere la giustizia non costituisce solo “colpa” per il soggetto in causa, ma rappresenta una ferita per l’intera comunità, per la società  tutta.

Il fatto che l’ingiustizia del singolo si ripercuota sul sistema sociale, creando talora strutture d’iniquità e vuoti di diritto, è però tanto più evidente nei casi di responsabilità pubblica. Chi ricopre una funzione pubblica “politico, amministratore, insegnante, educatore che sia” risponde infatti a una doppia istanza etica. Non è tenuto all’onestà solo nella sfera privata della propria coscienza, ma è chiamato a farlo in una dimensione di pubblica testimonianza, come rappresentante di quella comunità i cui interessi deve tutelare e promuovere attraverso lo strumento della legalità.

Diligite iustitiam, qui iudicatis terram: amate la giustizia, voi che governate la terra (Sapienza I, 1)

 Sotto riportiamo alcuni estratti di articoli di Fiorenza Sarzanini e Giuseppe D’Avanzo, continuate a leggere… …

Via la sospensione della pena
per furti, droga e violenze

Cambia la norma contro gli affitti ai clandestini
per «salvare» chi ospita una badante

ROMA — Anche chi viene condannato per furto, detenzione di stupefacenti e atti osceni non potrà ottenere la sospensione della pena. È un emendamento presentato dai senatori della Lega e recepito dal governo durante l’esame del decreto legge sulla sicurezza ad ampliare l’elenco dei reati che non potranno godere del beneficio. Passa dunque la linea dura voluta dal governo contro chi commette reati predatori, ma non solo. La norma incide soprattutto sui recidivi e mira a garantire che venga effettivamente scontata la condanna, così come aveva chiesto il capo della polizia Antonio Manganelli e come avevano più volte sollecitato i sindacati delle forze dell’ordine.

È stata invece modificata la norma che punisce con il carcere e la confisca dell’immobile chi affitta casa agli immigrati irregolari. … … «La riformulazione – spiega il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano – prevede il carcere fino a tre anni e la confisca dell’immobile quando c’è un “ingiusto profitto”. … …

In materia di criminalità arriva invece la stretta voluta dalla Lega e condivisa dal resto della maggioranza. Inizialmente il decreto escludeva dalla sospensione della pena detentiva soltanto il furto in abitazione, il furto con strappo, la rapina, l’incendio boschivo e lo sfruttamento dei minori per fini sessuali. A questi reati si aggiungono adesso: gli atti osceni, la violenza sessuale, la violenza sessuale di gruppo, il furto e tutti i delitti aggravati dalla clandestinità, la produzione, il traffico e la detenzione illecita di sostanze stupefacenti e psicotiche. … … .

Fiorenza Sarzanini

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Giustizia privata
di GIUSEPPE D’AVANZO

… … Una voce, autorevolmente confermata, sostiene che a Palazzo Chigi si stia lavorando a un provvedimento che, come il “lodo Schifani” bocciato dalla Corte Costituzionale nel 2004, garantisce l’immunità e la sospensione dei processi in corso per le cinque più alte cariche dello Stato: presidente della Repubblica, premier, presidenti di Camera e Senato e presidente della Consulta. … …

Calata la polvere, qualcosa si vede. E’ l’unica vera novità di questa pantomima, e non è sorprendente. Le intercettazioni potranno essere autorizzate soltanto per i reati “con pene che vadano dai 10 anni in su”. Tutti i reati più pericolosi dunque, tranne uno: la corruzione che, anche nei casi più gravi (quella in atti giudiziari), arriva a otto anni e non supera i dieci nemmeno in caso sia contestata con la semplice associazione per delinquere (la corruzione è spesso “un giro” e non un rapporto a due).

Ora si dà il caso che Berlusconi sia imputato di “corruzione di persona incaricata di pubblico servizio” (Agostino Saccà) e le fonti di prova contro di lui sono appunto delle intercettazioni telefoniche. E’ vero, Palazzo Chigi esclude ci saranno norme transitorie. Ma ci si può fidare? E comunque, prendiamo per buona la notizia con qualche diffidenza. Come potrebbe il Parlamento approvare la legge che cancella le intercettazioni per la corruzione e poi autorizzare, contro il capo del governo, l’utilizzo delle intercettazioni in un processo per corruzione?

Questa tempesta – che spinge le intercettazioni nell’agenda del governo, del Parlamento, dell’informazione, come una priorità dei “cittadini”, della democrazia, dello Stato, della libertà – si sgonfia alla luce di una sola osservazione: Berlusconi vuole risolvere per legge un suo privato grattacapo. È un déjà vu. Come dicevano i mafiosi? Iddu pensa sulu a iddu.

(12 giugno 2008)
 

Il mondo sottosopra.ultima modifica: 2008-06-12T19:30:00+02:00da cheyenne975
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