Informazione “Libera”!

1641aaf2096cc40b3eadf19f7f11c2d1.jpgMi è capitato, l’altro giorno, tra le mani il settimanale Donna Moderna (Mondadori).

Sfogliandolo, a pagina 42, mi si presenta un articolo davvero imbarazzante, dal titolo:

“Non sarà rischioso mettere il mondo nelle mani degli ecologisti?”

 Scritto a due mani da Maurizio della Palma e Antonella Trentin. 

NON SARÁ RISCHIOSO METTERE IL MONDO NELLE MANI DEGLI ECOLOGISTI?

La provocazione antiambientalista arriva dagli Stati Uniti, e a lanciarla è la rivista Wired. Il riscaldamento globale rischia di condurre l’umanità alla catastrofe, è la tesi di partenza. Ma se questa è la prospettiva, che senso ha salvare la tartaruga dell’Illinois o ripristinare l’area naturale delle Everglades in Florida, come s’intestardiscono a fare gli ambientalisti? In altre parole: se il mondo fosse sull’orlo del caos, voi lo affidereste a persone rigíde e schiave di vecchi miti come gli ecologisti? … …
42 DONNA MODERNA

Ora, io ho passato buona parte della notte e metà mattinata a cercare l’articolo a cui si riferiscono su Wired e non sono riuscito a trovarlo, provate voi, molto probabilmente sono troppo stupido.

Ma il problema non è questo. L’articolo continua dividendosi in sette piccoli paragrafi ognuno con il proprio titolo “abominevole”.

Quelli che mi hanno colpito come una martellata sulle palle sono questi:

IL CLIMA CAMBIA: ABITUIAMOCI, È SOLO COLPA DEL SOLE SE FA PIU’ CALDO;

IL NUCLEARE NON E’ SPORCO, CARBONE E PETROLIO SONO PEGGIO;

e dulcis in fundo,

TERMOVALORIZZATORI: MENO DIOSSINA DI UNA SIGARETTA.

 

2d3f7489605b23a14946d7920ba2f65d.jpgTermovalorizzatori: meno diossina di una sigaretta

«il modo più ecologico per smaltìre i rifiuti sono i termovalorizzatori» dice Giuseppe Liuzzo, ordinario di Impianti chimici alla Sapienza di Roma.

Ma come: non producono diossina, la sostanza cancerogena che fa paura agli abitanti di Acerra?

«Falso» ribatte Liuzzo. «Una sigaretta dà 2 picogrammi di diossina, dose superiore a quella che si respirerebbe nel punto di massima emissione di un termovalorizzatore». In Italia questi impianti sono 48 e bruciano solo il 10 per cento dei 32 milioni dì tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno. «Gli italiani sono fermi a tren’anni fa» spiega Liuzzo «quando gli impianti non erano dotati, come oggi, dì sofisticati sistemi di trattamento dei fumi. I napoletani riflettano: la diossina data in un giorno dai cassonetti incendiati equivale a quella generata in un anno da 2 o 3 termovalorizzatori  che brucerebbero tutta l’immondizia della Campania».

Roba da matti, riportiamo un estratto di un articolo uscito qualche tempo fa che potrete guardare nella sua interezza cliccando sul linkDIOSSINE, AMBIENTE E SALUTE.pdf.

Quante diossine produce un moderno inceneritore

La Comunità Europea, al fine di contenere l’ emissione di diossina negli Stati Membri, ha fissato per le diossine un limite all’ emissioni degli inceneritori di 0.1 nanogrammo per metro cubo ( un nanogrammo è pari ad un milionesimo di milligrammo).

Questa concentrazione è nettamente inferiore a quelle riscontrabili nelle emissioni di “vecchi” inceneritori (da 10 a 100 volte), ma questi nuovi valori non sono sinonimi di sicurezza, rispecchiano solo le prestazioni possibili con questi nuovi impianti.

Come si è già visto, il pericolo delle diossine non deriva da quanto se ne respira, ma letteralmente da quanto se ne mangia.

Pertanto, una corretta valutazione dell’impatto ambientale e sanitario deve calcolare la quantità complessiva di diossine emessa nel tempo e valutarne l’ accumulo nei diversi ecosistemi ed in particolare negli alimenti. Occorre, quindi, calcolarne le concentrazioni all’equilibrio, ossia nelle condizioni in cui la quantità di diossina immessa nell’ambiente in un determinato tempo, corrisponde a quella che, nello stesso tempo, ” scompare ” per degradazione.

Si è già detto che le diossine sono molto stabili, in particolare nei tessuti umani le diossine hanno un’ emivita di ben sette anni. Questo significa che anche interrompendo del tutto l’assunzione di cibi contaminati , occorrono sette anni perché la concentrazione di diossine acculata nei grassi si riduca della metà.

Fatte queste considerazioni generali, calcoleremo insieme la quantità di diossine emessa giornalmente da un moderno inceneritore e cercheremo di capire se tale quantità è trascurabile o meno.

Come abbiamo detto, in ogni metro cubo di fumi emessi da un moderno inceneritore ci devono essere, al massimo 0.1 nanogrammi di diossine. Ma quanti metri di cubi di fumi emette un inceneritore? La risposta può venire dalle specifiche del progetto dell’ inceneritore di Genova che dovrebbe trattare 800 tonnellate di rifiuti al giorno che, come si è già visto, corrisponde alla capacità minima di trattamento per rendere economica l’ intera operazione. Ebbene, un inceneritore che tratta 800 tonnellate al giorno di rifiuti emette, ogni ora, dal proprio camino, 210.000 metri cubi di fumi.

Questo grande volume di fumi è inevitabile, in quanto corrisponde alla quantità d’aria che occorre immettere nelle caldaie per avere l’ossigeno sufficiente per bruciare completamente i rifiuti.

Di conseguenza, la quantità di diossine emessa, in 24 ore, da un moderno inceneritore si può così calcolare:

0.1 nanogrammi x 210.000 metri cubi x 24 ore = 504.000 nanogrammi / giorno

Sappiamo già che è meglio pesare le diossine in picogrammi, per cui, essendo un nanogrammo pari a 1000 picogrammi

504.000 nanogrammi = 504.000.000 picogrammi.

Pertanto, un moderno inceneritore da 800 tonnellate al giorno emette in atmosfera, nel pieno rispetto delle norme, 504 milioni di picogrammi di diossine, ogni 24 ore.

 Quindi Donna Moderna, giornale di Berlusconi dice cazzate.

 

IL NUCLEARE NON E’ SPORCO, CARBONE E PETROLIO SONO PEGGIO.

«La sete di energia del Pianeta crese a ritmo vertiginoso è l’unico modo per spegnerla è li nucleare, che ora soddisfa il 22 per cento della domanda dei Paesi ricchi» spiega Chicco Testa, presidente di Roma Metropolitane ed ex ambientalista. Come si fa a celebrare la vocazione “verde” dell’atomo nei giorni dell’incidente alla centrale siovena di Krsko, a 130 chilometri da Trieste? «Le centrali atomiche di nuova generazione, molto più sicure delle vecchie come quella di Krsko. non emettono i gas serra responsabili della “febbre” dei Pianeta. Ma oggì usiamo soprattutto combustibili fossili, molto inquinanti: le centrali alimentate a carbone, gas naturale e derivati dei petrolio forniscono l’80 per cento dell’energia consumata in Europa e il 90 per cento in Italia. Rifiutando l’atomo, gli ambientalisti ci consegnano al petrolio e al carbone».

 

Informazione “Libera”!ultima modifica: 2008-06-19T13:11:34+00:00da cheyenne975
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